Ogni viaggio un esame..

Guilin: la città delle alte colline - Speciale Cina

Abbiamo raggiunto Guilin di notte, eppure fin da subito ci si è accorti che era totalmente diversa dalla Cina visitata fin a quel punto del viaggio. Niente a che fare con Pechino, ne tanto meno con la piccola grande Xi’an.

L’umido, il caldo e le luci colorate che avvolgono ogni cosa, mi hanno subito avvertita del clima tropicale e dello spirito gioioso della gente del posto. Immediatamente siamo stati avvisati dell’abbondanza di acque presenti nel dintorno e soprattutto delle meravigliose colline appuntite, di origine carsica, che circondano la cittadina.

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Il centro cittadino è un meraviglioso incontro di turisti, colori, bancarelle, musica e laghetti colorati, sui quali scorrazzano barconi ricolmi di turisti asiatici, più raramente occidentali. A Guilin ho avuto modo d’assistere ad una suggestiva cerimonia del tee, indimenticabile davvero, proprio come indimenticabile è stato il massaggio ai piedi che ci è stato consigliato di provare. Pare, e non posso dare torto a questa voce, che i massaggiatori di Guilin siano fra i più bravi di tutta la Cina.

Meravigliosa la crociera di una mezza mattinata sul fiume Li, che attraversa una vallata tutta colline appuntite, che sono una gioia per gli occhi. Il banchetto di mezza mattina è stato procacciato dai battelli di pescatori che accostandosi al traghetto offrivano dell’ottimo e freschissimo pesce. In barca abbiamo avuto modo inoltre d’assaggiare la famosissima grappa al serpente ed a scelta, il brodo di tartaruga. Peccato per la pioggia insistente: ho scoperto tardi che Maggio è stagione delle piogge nel sud ovest della Cina.

Fra le altre meraviglie presenti in zona impossibile dimenticare la bella Collina di Fuboshan, da tradursi come collina delle onde, interamente scavata al suo interno, ospita un antichissimo monastero buddista. I più volenterosi possono scalare la collina attraversata da un’infinità di scalini, per godere alla fine di un meraviglioso panorama. Ne vale davvero la pena.

Le visite si sono concluse con un’escursione alla Grotta del Flauto di Bambù, all’interno della quale si potrà assistere a dei favolosi giochi di luce. Non c’è che dire, i cinesi con le luminarie ci sanno proprio fare.